La compagnia di giro che popola i talk show televisivi in maggioranza sono favorevoli alle guerre. Se in studio c’è un personaggio che predica la pace, scattano i loro sorrisi di compatimento, di insofferenza, come davanti ad un soggetto di una ingenuità fanciullesca. Se il Papa dice che bisogna produrre più cibo che armi, che le guerre producono solo odio, lo accettano come delle banalità. Questi soloni da divano discutono di droni, di missili e contro missili come parlassero della nuova stagione vitivinicola.
Alcuni
spiegano con sussiego che le guerre sono inevitabili. Sono necessarie. Se
qualcuno fa notare che le guerre nascono perché ci sono troppi disuguaglianze
sulla terra dovute al passato coloniale, dall’imperialismo delle superpotenze,
dalla concentrazione di pochi che possiedono immense ricchezze, che c’è troppa fame e sete
nel mondo, che stiamo avvelenando la terra e i mari, che spendiamo troppo per
le armi e poco per il benessere dei popoli, dicendo che così inevitabilmente i
reietti della terra si ribellano, ti rispondono che l’Occidente non ha
nessuna colpa e che i 3mila miliardi di dollari di spese per armi sono necessari per
difenderci dai nemici.
Insomma, gli
schemi mentali della razza padrona che ci sbatte in faccia sono: viviamo nel
miglior mondo possibile e chi dice il contrario come il Papa è un po’
fessacchiotto, che il cardinale Zuppi è un utopista e i pacifisti sono degli
adolescenti ingenui che non capiscono come va la geopolitica nel mondo.
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