domenica 26 luglio 2026

La California al Referendum

Ecco l’ultima novità: i comunisti hanno conquistato la California. Così pare sia convinto quel brav’uomo di Trump.

Infatti, in un referendum che si terrà a novembre, i californiani decideranno se tassare di più i paperoni miliardari. Se vincesse il Sì verrà introdotta una tassa del 5%, una tantum, sui patrimoni dei miliardari per poi girare l’incasso al sistema sanitario statale. Il gettito previsto è di circa 100 miliardi di dollari. A pagarlo sarebbero circa 250 famiglie, con un patrimonio stimato in 2.000 miliardi di dollari, poco meno della metà dell’intero Pil, infatti nel 2025 la California ha prodotto un Pil di 4.250 miliardi che la colloca al quinto posto nelle economie mondiali. 

Questi miliardari californiani hanno pagato nel 2025 solo lo 0,26% della loro ricchezza annua e le tasse pagate sul reddito sono solo il 2,4% del gettito fiscale totale californiano. Il sistema fiscale degli Stati Uniti è iniquo. I miliardari pagano sul loro reddito il 24%, mentre i cittadini comuni pagano il 30%, questo perché i loro patrimoni sono investiti in gran parte in azioni. Comunque, ritornando in California, è giusto ricordare  che un californiano su tre è povero o molto vicino alla soglia di povertà. Sono come i polli di Trilussa. Per capire le differenze tra chi ha tutto e chi ha poco o niente, basta leggere le statistiche sulle ricchezze. Il patrimonio netto dei miliardari californiani nel 2019 era di 700miliardi di dollari, nel 2025 sono passati a 2.100. Il loro portafoglio azionario in questi anni è aumentato del 212%. E’ il classico esempio che la ricchezza genera altra ricchezza. E molte di queste ricchezze, come abbiamo visto, sono dovute a investimenti borsistici, non attraverso lavoro imprenditoriale.

Ora, per vincere il referendum, è scattata  la reazione delle lobbying, con diverse centinaia di milioni versati dai miliardari per convincere i californiani a votare No.

Chi in Italia è contro la patrimoniale obietta che coloro che dovrebbero pagarla trasferirebbero i loro capitali in altri Paesi più ospitali. Ma il caso Norvegia che ha aumentato l’imposta patrimoniale lo smentisce. Solo l’1,7% ha lasciato il Paese, mentre le imposte sono aumentate notevolmente. E nessuno può immaginare che i miliardari della Silicon Vally con la rivoluzione in corso sull’intelligenza artificiale, possano spostarsi a Miami o nel Texas. I sondaggi danno in vantaggio il No al 55%. Mentre l’80% degli americani sono favorevoli ad un aumento delle tasse ai ricchi. Se a questo referendum dovesse vincere chi vuole una patrimoniale, questo avrebbe dei riflessi anche in Europa. E specie in Italia dove chi pronuncia solo questa parolina viene lapidato. Dobbiamo però ricordarci che la disuguaglianza estrema è incompatibile con una vera democrazia. Per cui l’esito del referendum in California, uno dei Paesi più ricchi del mondo, ma con disuguaglianze enormi, potrebbe aprire nuovi scenari anche da noi.

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