Il ministro per i rapporti con il Parlamento, il fiumano Luca Ciriani, sul caso Ranucci ha tuonato: “Forse Ranucci si aspettava una medaglia dopo tutto quello che è avvenuto? (Di grazia, solo una bomba davanti casa? ndr). Si aspettava che il presidente della Repubblica lo chiamasse e gli conferisse un riconoscimento istituzionale, una gran croce di cavaliere della Repubblica per quello che ha svolto?”. Ad oggi non ci sono accuse contro di lui. E perché no un riconoscimento morale dal Presidente! Forse Ciriani avrebbe accettato un riconoscimento del Quirinale solo se il botto lo avesse lasciato secco? E ogni anno ricordato con l’occhio compassionevole?
Povero Ciriani,
quando è scoppiata la bomba dava la sua piena solidarietà al giornalista.
Povero sepolcro imbiancato, cosa c’è di diverso da allora? Mentre oggi fa della
greve ironia contro chi, fino a prova contraria, è una vittima che ha rischiato
di essere ucciso per mano di delinquenti.
Ranucci non
è indagato, ma viene accusato da questi ipocriti, di avere frequentato un pregiudicato
come Lavitola, per cui non è più adatto eticamente a condurre la trasmissione
più importante del giornalismo d’inchiesta della Rai.
Ma è come la
mucca che da del cornuto all’asino.
Questa gente
senza faccia che ha frequentato i Palazzi del potere occupati da delinquenti come
i Craxi, i Berlusconi, i Dell’Utri oggi si permettono di giudicare moralmente
Ranucci, solo perché frequentava un pregiudicato. Addirittura quando Ranucci da
giornalista dice: “Se potessi andare a
cena con Riina, ci andrei”.
Ecco scatenarsi
questi sepolcri imbiancati come un sol uomo. Io penso che se un giornalista avesse
avuto la possibilità negli anni trenta di intervistare Hitler, anche dei giornalisti
antinazisti avrebbero fatto la fila per esserci.
Comunque,
caro Luca Ciriani, tutto questo livore contro Ranucci e Report lo trovo
stomachevole.
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