giovedì 27 agosto 2026

Pragmatismo o imbroglio?

Quando dei politici ci spiegano delle loro scelte e aggiungono che le fanno per pragmatismo, molte volte lo fanno per imbrogliarci. Evidentemente avevano promesso una cosa e ne fanno un’altra.

Un esempio.

Quando La Russa era ministro della Difesa, il governo Berlusconi firmò nel 2008, un Trattato con la Libia di Gheddafi che proibiva all’Italia di attaccare questo Paese o concedere il proprio territorio ad altri di attaccarla. Poi quando nel 2011 la Nato decise di bombardare la Libia, La Russa disse che quel trattato con la Libia era stato superato dagli eventi, sapendo di averlo violato. E questo in politichese si chiama pragmatismo. Dire una cosa e poi farne un’altra. Nella vita comune chi si comporta così viene etichettato come: imbroglione.

Altro esempio.

Quando la Russia firmava il c.d. Memorandum di Budapest nel 1994, che proibiva a Mosca di attaccare l’Ucraina, la Nato era composta da 16 Paesi e quindi 16 eserciti. Nel febbraio 2022 la Nato si era allargata a 30 membri e conduceva esercitazioni militari pure in Ucraina e in Georgia. Oggi la Nato si è ulteriormente allargata a 32 Paesi. Putin si sente circondato dai Paesi Nato, tant’è che per ridurre lo svantaggio nelle armi convenzionali, ha investito in questi decenni nelle armi nucleari che può spazzare via l’Europa nel giro di pochi minuti.

E qui ritorno al confronto tra la Russia e La Russa. Come l’attuale presidente del Senato, anche Putin ha usato la stessa formula. Infatti ha dichiarato dopo l’invasione dell’Ucraina:“Tra il Memorandum di Budapest del 1994 e le esercitazioni Nato in Ucraina del 2021, la situazione è cambiata. I massacri di Kiev contro i civili russo – ucraini del Donbass hanno reso il Memorandum carta straccia, anche perché nel 1994 l’Ucraina era neutrale". Per cui, la Russia, come La Russa con la Libia, decide che il Memorandum di Budapest è stato superato dagli eventi. E anche questo viene chiamato pragmatismo.

Come scrive il prof. Orsini, “Che si tratti di Russia o La Russa, il volto demoniaco del potere è sempre lo stesso”.

 


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