Sempre a proposito dei seminatori di paura. Il ministro della Difesa Crosetto, fa delle dichiarazioni folli che fanno sembrare l’Italia un Paese in guerra.
Ad esempio.
Al Senato nella sua audizione sul ddl per il “rafforzamento e adeguamento della capacità di difesa nazionale”
dice, dopo aver descritto un Paese che ha troppi vincoli prima di decidere: “Devo fare un bunker che non ho, non posso
pensare agli stessi tempi di approvazione che ho per fare una casa privata:
stessi tempi, stesse procedure, stesse normative, stesse valutazioni, stessi
passaggi burocratici”. Chiaro no, per Crosetto dobbiamo prepararci al
peggio. Quando il nemico è alle porte, le regole vanno cambiate, non serve
rispettarle. “Se c’è di mezzo la Difesa,
bisogna accelerare”. Dopo il suo intervento, ha parlato il capo di Stato maggiore,
Portolano che spinge per avere un bacino di riservisti . Serve poi una
componente di riserva che favorisca il ricambio generazionale, “con personale giovane da impiegare
prontamente in teatro (di guerra!!!)”.
Cosa
dobbiamo pensare se i due personaggi più importanti della nostra difesa,
parlano questo linguaggio, come se alle porte fossero i cosacchi, pronti a far
abbeverare i loro cavalli nelle fontane romane.
Se non fosse
così seria la questione, sarebbe altamente ridicola. Ma qui si parla del nostro
futuro. Se le armi diventano più importanti del Welfare, della Sanità, della
Scuola, il nostro avvenire e per le
prossime generazioni sarà drammatico.
Svegliamoci
e lasciamo questi pericolosi dott. Stranamore al loro destino.
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