mercoledì 14 ottobre 2026

Per l'Avvocatura dello Stato: E' scoppiata la terza guerra mondiale!!

L’Avvocatura dello Stato ci dice che è scoppiata la terza guerra mondiale!!

Dice infatti: “Siamo nell’attuale contesto storico-politico, in cui, com’è a tutti noto, è in corso una guerra mondiale “a pezzi” ed “ibrida” che coinvolge, tra gli altri, anche l’Italia”.

Tutto questo è nato dopo la controversia nata a Ravenna. Infatti la querelle è iniziata nel 2026 dalla giornalista Linda Maggiori che aveva chiesto all’Agenzia delle Dogane di conoscere quantità e tipologie dei materiali d’armamento transitati nel porto romagnolo nel 2025, con l’indicazione dei Paesi di provenienza e destinazione. Una richiesta lecita di accesso civico che serve per verificare nel rispetto della legge 185 del 1990, che disciplina e limita il commercio internazionale di armamenti. L’Agenzia ha  risposto di no, invocando la sicurezza e le relazioni internazionali. La Maggiori ha presentato ricorso e il 1° luglio il Tar dell’Emilia Romagna le ha dato in parte ragione: i quantitativi devono essere comunicati, mentre possono essere riservati i Paesi d’origine e di destinazione. Così l’Agenzia delle Dogane ha impugnato la sentenza al Consiglio di Sato, difesa dall’Avvocatura dello Stato che scrive: “Il porto di Ravenna ha una rilevanza militare complessiva e una strategicità nel dispositivo marittimo complessivo della Nazione. Inoltre con la diffusione dei dati attraverso i mezzi d’informazione permetterebbe alle potenze straniere di conoscere il ruolo strategico dello scalo. Un rischio da scongiurare, perché sarebbe in corso una guerra mondiale ibrida che coinvolge anche il nostro Paese”. Sembrano parole di altri tempi bui. Quindi niente trasparenza, perché come si diceva al tempo del Duce: “Taci che il nemico ti ascolta”. Mentre l’avvocato della  Maggiore afferma che conoscere i dati sia indispensabile per un controllo democratico come prevede la legge 185. Sostiene anche di aver documentato già nel 2025 il transito dal porto di Ravenna di armamenti destinati ad Israele e provenienti da Repubblica Ceca e Ungheria.

Il Consiglio di Stato che ha discusso il ricorso presentato l’8 ottobre, deve ancora pronunciarsi nel merito.

Stiamo scivolando su una china molto ma molto pericolosa.

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