giovedì 3 gennaio 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 2 gennaio 2013


Dopo la firma dei Patti Lateranensi del 1929 tra il Vaticano e lo Stato italiano, papa Pio XI chiamò Mussolini: “Uomo della Provvidenza”.
83 anni dopo, l'Osservatore Romano, organo ufficiale del Vaticano, scrive che Monti è praticamente “l'Uomo della Provvidenza” per l'Italia di oggi.
E allora mi chiedo: fino a quando l'Italia dovrà accettare queste ingerenze da uno Stato estero?
Il segretario di Stato del Vaticano, Bertone, premier, quindi, di uno Stato straniero, perché può permettersi di indicare gli uomini adatti a guidare il nostro Paese?
Nessun nostro presidente del Consiglio o della Repubblica, si sognerebbe di indicare chi potrebbe essere il papa migliore o il segretario di Stato del Vaticano più adatto a guidare lo Stato pontificio.
Vediamo, allora, cosa ha fatto Monti per meritarsi l'”endorsement”, l'approvazione della Chiesa.
Innanzitutto l'Imu, la tassa che abbiamo saldato a dicembre.
Sulla prima stesura sull'Imu del 4 ottobre, il Consiglio di Stato ha bocciato il regolamento del Governo Monti preparato per gli immobili della Chiesa cattolica.
Motivo: prevedeva troppi sconti.
Ma il 2 novembre viene presentato un nuovo emendamento che permette l'esenzione dall'Imu per le attività senza fine di lucro svolte anche “in via indiretta”.
In soldoni, come scrive il costituzionalista, Michele Ainis: se la Caritas compera una banca, questa non pagherebbe l'Imu.
Poi, grazie allo sdegno di molti, l'emendamento, cui il Governo aveva dato il proprio assenso, viene ritirato.
Ma il nuovo regolamento sull'Imu del 19 novembre, grazie ad arzigogoli linguistici indecenti, SCAVALCA LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO, che aveva previsto l'esenzione dall'Imu solo sugli immobili della Chiesa dedicati al culto.
Infatti sono esenti dall'Imu gli “enti assistenziali e sanitari” della Chiesa , se il costo delle prestazioni non supera la metà dei “corrispettivi medi”. E siccome nessuno conosce la media dei prezzi, Ainis scrive che sono regole scritte sull'acqua.
E pure le scuole cattoliche non pagano l'Imu, se la retta copre una frazione dei costi del servizio.
Ma chi valuta il costo di questi servizi? Boh!
Nel frattempo, il ministro dell'Istruzione, Profumo, ha firmato due nuovi accordi con i vescovi italiani per rafforzare l'insegnamento del cattolicesimo nelle nostre scuole.
E ancora. La Costituzione autorizza le scuole private purché non ci siano “oneri per lo Stato”.
Monti, invece, ha tagliato fondi alle scuole pubbliche, mentre ha lasciato i 223milioni di finanziamento alle scuole paritarie private che, come sappiamo, sono nella stragrande maggioranza cattoliche.
Sull'otto X mille è meglio stendere un velo pietoso.
Sicuramente il Professore ed i vari Casini, non si sognano di ridimensionarlo, com'è previsto nel nuovo Concordato.
E anche sui diritti civili, Mario Monti ed i vari Casini sono proni ai desiderata delle gerarchie vaticane.
Un esempio su tutti.
La legge sulla fecondazione assistita.
Una legge ignobile, voluta dal governo Berlusconi. Una legge che tra tante nefandezze impedisce la diagnosi preimpianto alle coppie portatrici di malattie genetiche, ma che non impedisce poi l'aborto se il feto è ammalato.
Dopo che questa legge è stata bocciata per 19 volte da giudici italiani ed europei, il governo Monti ha fatto ricorso il 27 novembre, ultimo giorno utile, contro la sentenza della Corte di Strasburgo che bocciava questa indecenza.
Un ricorso che è insulto alla logica e al buon senso.
Poi, naturalmente, Monti ed i vari Casini sono contrari al “testamento biologico”, visto che la Chiesa cattolica è contraria che ognuno di noi scelga di morire dignitosamente senza accanimenti terapeutici indesiderati.
E probabilmente, Monti ed i vari Casini non vogliono una legge che punisca l'omofobia, visto che per la Chiesa è una deviazione sessuale, quasi una malattia.
E sono ovviamente contrari alle coppie gay.
Per cui, se per disgrazia, ripeto, se per disgrazia, Monti dovesse continuare a fare il premier con i vari Casini anche dopo queste elezioni, il nostro Paese si allontanerebbe ulteriormente dal principio enunciato da Cavour: “Libera Chiesa in libero Stato”.
NON diventeremo, ancora, dopo oltre un secolo e mezzo dall'Unità d'Italia, un Paese adulto ed emancipato dai diktat di Santa Romana Chiesa.
NON saremo ancora un Paese civile e rispettoso dei diritti sia religiosi che civili di TUTTI i cittadini, e non solo di una parte di essi.
Saremo ancora un Paese che, per quanto riguarda i diritti civili, è più vicino al medioevo che alla modernità.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Salve, sig. Castellarin, le segnaliamo questo sito

www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com

(condannati, prescritti e imputati nel parlamento italiano)

Un ottimo promemoria per le prossime elezioni

Mario Staff