Dopo
la firma dei Patti Lateranensi del 1929 tra il Vaticano e lo Stato
italiano, papa Pio XI chiamò Mussolini: “Uomo della Provvidenza”.
83
anni dopo, l'Osservatore Romano, organo ufficiale del Vaticano,
scrive che Monti è praticamente “l'Uomo della Provvidenza” per
l'Italia di oggi.
E
allora mi chiedo: fino a quando l'Italia dovrà accettare queste
ingerenze da uno Stato estero?
Il
segretario di Stato del Vaticano, Bertone, premier, quindi, di uno
Stato straniero, perché può permettersi di indicare gli uomini
adatti a guidare il nostro Paese?
Nessun
nostro presidente del Consiglio o della Repubblica, si sognerebbe di
indicare chi potrebbe essere il papa migliore o il segretario di
Stato del Vaticano più adatto a guidare lo Stato pontificio.
Vediamo,
allora, cosa ha fatto Monti per meritarsi l'”endorsement”,
l'approvazione della Chiesa.
Innanzitutto
l'Imu, la tassa che abbiamo saldato a dicembre.
Sulla
prima stesura sull'Imu del 4 ottobre, il Consiglio di Stato ha
bocciato il regolamento del Governo Monti preparato per gli immobili
della Chiesa cattolica.
Motivo:
prevedeva troppi sconti.
Ma
il 2 novembre viene presentato un nuovo emendamento che permette
l'esenzione dall'Imu per le attività senza fine di lucro svolte
anche “in via indiretta”.
In
soldoni, come scrive il costituzionalista, Michele Ainis: se la
Caritas compera una banca, questa non pagherebbe l'Imu.
Poi,
grazie allo sdegno di molti, l'emendamento, cui il Governo aveva dato
il proprio assenso, viene ritirato.
Ma
il nuovo regolamento sull'Imu del 19 novembre, grazie ad
arzigogoli linguistici indecenti, SCAVALCA LA SENTENZA DEL
CONSIGLIO DI STATO, che aveva previsto l'esenzione dall'Imu
solo sugli immobili della Chiesa dedicati al culto.
Infatti
sono esenti dall'Imu gli “enti assistenziali e sanitari” della
Chiesa , se il costo delle prestazioni non supera la metà dei
“corrispettivi medi”. E siccome nessuno conosce la media dei
prezzi, Ainis scrive che sono regole scritte sull'acqua.
E
pure le scuole cattoliche non pagano l'Imu, se la retta copre una
frazione dei costi del servizio.
Ma
chi valuta il costo di questi servizi? Boh!
Nel
frattempo, il ministro dell'Istruzione, Profumo, ha firmato due nuovi
accordi con i vescovi italiani per rafforzare l'insegnamento del
cattolicesimo nelle nostre scuole.
E
ancora. La Costituzione autorizza le scuole private purché non ci
siano “oneri per lo Stato”.
Monti,
invece, ha tagliato fondi alle scuole pubbliche, mentre ha lasciato i
223milioni di finanziamento alle scuole paritarie private che, come
sappiamo, sono nella stragrande maggioranza cattoliche.
Sull'otto
X mille è meglio stendere un velo pietoso.
Sicuramente
il Professore ed i vari Casini, non si sognano di ridimensionarlo,
com'è previsto nel nuovo Concordato.
E
anche sui diritti civili, Mario Monti ed i vari Casini sono proni ai
desiderata delle gerarchie vaticane.
Un
esempio su tutti.
La
legge sulla fecondazione assistita.
Una
legge ignobile, voluta dal governo Berlusconi. Una legge che tra
tante nefandezze impedisce la diagnosi preimpianto alle coppie
portatrici di malattie genetiche, ma che non impedisce poi l'aborto
se il feto è ammalato.
Dopo
che questa legge è stata bocciata per 19 volte da giudici
italiani ed europei, il governo Monti ha fatto ricorso il 27
novembre, ultimo giorno utile, contro la sentenza della Corte di
Strasburgo che bocciava questa indecenza.
Un
ricorso che è insulto alla logica e al buon senso.
Poi,
naturalmente, Monti ed i vari Casini sono contrari al “testamento
biologico”, visto che la Chiesa cattolica è contraria che ognuno
di noi scelga di morire dignitosamente senza accanimenti terapeutici
indesiderati.
E
probabilmente, Monti ed i vari Casini non vogliono una legge che
punisca l'omofobia, visto che per la Chiesa è una deviazione
sessuale, quasi una malattia.
E
sono ovviamente contrari alle coppie gay.
Per
cui, se per disgrazia, ripeto, se per disgrazia,
Monti dovesse continuare a fare il premier con i vari Casini anche
dopo queste elezioni, il nostro Paese si allontanerebbe
ulteriormente dal principio enunciato da Cavour: “Libera Chiesa in
libero Stato”.
NON
diventeremo, ancora, dopo oltre un secolo e mezzo dall'Unità
d'Italia, un Paese adulto ed emancipato dai diktat di Santa Romana
Chiesa.
NON
saremo ancora un Paese civile e rispettoso dei diritti sia religiosi
che civili di TUTTI i cittadini, e non solo di una parte di essi.
Saremo
ancora un Paese che, per quanto riguarda i diritti civili, è più
vicino al medioevo che alla modernità.
1 commento:
Salve, sig. Castellarin, le segnaliamo questo sito
www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com
(condannati, prescritti e imputati nel parlamento italiano)
Un ottimo promemoria per le prossime elezioni
Mario Staff
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