L’ammiraglio italiano responsabile militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, ha rilasciato un’intervista al Financial Times con dichiarazioni da Tso (Trattamento sanitario obbligatorio). Ha detto che la Nato (un’alleanza militare difensiva!!) sta valutando di adottare un atteggiamento “aggressivo e proattivo” nei confronti della Russia, visto che è in corso con la Federazione di Putin già una “guerra ibrida”. Ha pure ventilato la possibilità di “un attacco preventivo” che dovrebbe essere considerato “una forma di difesa”. Ora, parole simili in bocca ad un importante capo militare Nato, in questo momento storico suonano incendiarie.
Per cui a queste
dichiarazione sono seguite molte reazioni, ma non così allarmate. Ormai siamo
talmente abituati a parlare di guerra che ci sembra sia una passeggiata di
salute. I “guerrafondai” nostrani hanno fischiettato, mentre altri hanno avuto
delle reazioni negative piuttosto blande.
Invece Putin
ha preso la palla al balzo ed ha fatto una grave dichiarazione pubblica: “Non combatteremo con l’Europa, come ho già
detto cento volte, ma se all’improvviso l’Europa decide di combattere e avvia
le ostilità, siamo pronti a rispondere immediatamente e nessuno deve dubitare”.
Che mi sembra il minimo sindacale dopo le dichiarazioni guerresche dell’ammiraglio
Nato.
Ma i media
che da sempre vorrebbero che la guerra in Ucraina non finisse, si sono
scatenati dicendo che la Russia di Putin minaccia la guerra, per cui dobbiamo
armarci e in fretta, perché l’autocrate del Cremlino è pronto ad attaccare i
Paesi europei.
Che Dio
abbia pietà di loro.
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