Chissà per quale motivo gli Usa, la Russia, la Cina , la Turchia e Israele non hanno firmato a Roma l’istituzione della Corte penale internazionale dell’Aja? Be’ è evidente: sono i Paesi più guerrafondai. E naturalmente non vogliono essere processati per eventuali reati che possono commettere nelle varie guerre che li vedono o li hanno visti protagonisti.
Allo statuto
della Corte penale internazionale hanno aderito 125 Paesi.
Il trattato
di Roma è entrato in vigore il 1° luglio 2002. Immediatamente il Congresso Usa
ha preso un provvedimento che impedisce alla Cpi di giudicare, governo e militari
americani. Questo provvedimento autorizza il presidente americano ad “usare tutti i mezzi necessari e
appropriati”, per liberare dei membri militari del loro esercito se fossero detenuti su richiesta del Cpi. In
pratica hanno autorizzato il loro presidente ad ordinare dei blitz in un
qualsiasi Stato estero per liberare dei militari americani fermati.
Questa legge
americana si chiama: “Hague Invasion
Act”.
Ma c’è
ancora di più. Quando la Cpi si è interessata dei crimini di guerra perpetrati
dagli americani in Afganistan, l’ordine n°13928 firmato da Trump l’11 giugno
2020, sanzionava i componenti del Cpi che hanno avuto l’ardire di fare il
proprio lavoro, inserendoli nell’elenco “Specially
Designated Nationals”. Per cui è stata sanzionata la procuratrice capo
dell’epoca, Fatou Bensouda.
E poi quando
la Cpi nel 21 novembre 2024 spiccò un ordine d’arresto per il premier
israeliano Netanyahu e del ministro Gallant per i crimini commessi a Gaza,
Trump ha emesso un ordine esecutivo il n°14203 dichiarando che: “qualsiasi tentativo di indagare, detenere o
perseguire persone protette ovvero, il governo ed i militari israeliani,
costituisce una minaccia insolita e straordinaria alla sicurezza nazionale e
alla politica estera degli Stati Uniti”. E così gli Usa hanno sanzionato il
procuratore capo Karim Khan e gli altri 8 giudici aggiungendo anche la nostra
Francesca Albanese relatrice speciale dell’Onu per i territori occupati in Palestina.
Mentre la Russia ha fatto di più. E’ notizia recente che il procuratore Kahn e
gli otto giudici incluso l’italiano Rosario Aitala, sono stato condannati da un
tribunale di Mosca a 15 anni di carcere per aver avuto l’ardire di emettere un
mandato d’arresto a Putin.
Insomma gli
Usa, la Russia e gli altri Paesi di cui sopra, si sentono al di sopra delle regole
che si sono dotati i 125 firmatari del Cpi.
Evidentemente
hanno fatto propria la battuta del marchese del Grillo: “io sò io e voi non
siete un c…o”.
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