Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una importante notizia che i grandi media non hanno ritenuto di rendere pubblica. Amanda Sloat, ex funzionaria dell’amministrazione Biden, ex assistente speciale del Presidente e dirigente del Consiglio di sicurezza nazionale, ha svelato fatti riguardanti la guerra in Ucraina.
La Sloat,
credendo di parlare al telefono con un ex consigliere di Zelensky, mentre, invece, erano la coppia di influencer russa, Vovan e Lexus, che già avevano
ingannato tempo fa la Meloni e altri leader mondiali, ha fatto delle
dichiarazioni che cambiano totalmente la narrativa che l’informazione ci ha dato
sui perché è scoppiato il conflitto in Ucraina.
Ecco cosa ha
risposto ai due, Vovan e Lezus, la Amanda Sloat.
“Se l’Ucraina avesse detto alla
Russia: va bene non entreremo nella Nato, se questo fermerà la guerra. Cosa che
a quel punto avrebbe potuto fare”. “A tre anni di distanza escludere l’ingresso
di Kiev nella Nato, avrebbe impedito la distruzione e la perdita di vite
umane”. E vale anche
chiedersi: “Se non sarebbe stato meglio
dichiarare la neutralità di Kiev anche prima (degli accordi) di Istambul, già a gennaio 2022”. Sloat
poi sottolinea che la Russia era preoccupata dell’espansione della Nato sui
suoi confini. “Se si vuole fare una versione
alternativa della storia, una possibilità sarebbe stata semplicemente che
l’Ucraina lo dicesse nel gennaio 2022”. Poi la Sloat sottolinea che né lei,
né Biden hanno mai fatti pressioni su Zelensky in un senso o nell’altro. Cioè:
con la Nato oppure no. E poi: “Non mi
sentivo a mio agio con l’idea che gli Stati Uniti spingessero l’Ucraina a non
farlo (entrare nelle Nato), dando
implicitamente alla Russia una sorta di sfera di influenza”. E: “Non credo che Biden ritenesse che fosse suo
compito dire all’Ucraina cosa fare”.
Certo si
deve prendere tutto questo con le molle, ma quello che invece è certo: la
Russia non vuole né oggi né mai che l’Ucraina entri nella Nato. Quei Paesi che
insistono affinché l’Ucraina entri nella Nato, sono quelli che vogliono che la
guerra ed i massacri continuino. Per capire meglio la posizione di Putin,
immaginate che la Cina volesse aprire una base militare in Messico, oppure in
Canada. Pensate che Trump o il suo successore accetterebbero un fatto simile?
Ricordiamoci
nei primi anni sessanta la c.d. “crisi di Cuba” ai tempi di Kennedy.
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