Parecchi anni fa, ero il responsabile regionale del FVG dell’Italia dei Valori il cui leader era Antonio Di Pietro. In seguito mi sono staccato da questo partito e ho chiuso con la politica attiva.
Ma i numeri
sul cellulare cui ero in possesso quando ero attivo politicamente, li ho
ancora. Per cui, quando Di Pietro ha dichiarato la sua intenzione che al
referendum sulla separazione delle carriere voterà “Sì”, gli ho mandato un Whatsapp
di disapprovazione. Lui mi ha risposto e ora lo voglio rendere pubblico.
Ecco il mio.
Nell’intervista
al Fatto hai espresso la tua volontà di fare campagna per il Sì nel referendum
sulla separazione delle carriere dei magistrati. Poi ti ho sentito domenica
sulla “7” e sei stato penoso. Per tornare sui media ti metti contro coloro, e
sono la maggioranza, che hanno con chiarezza e onestà intellettuale detto che
questa riforma costituzionale va contro i comuni cittadini. Da Gratteri a
Villone, da Gustavo Zagrebelsky a Di Matteo, hanno spiegato per filo e per
segno quanto questa riforma sia pericolosa. E poi la tua uscita: “Non lascerò che alcun partito ci metta il
cappello sopra”. Ma questo sarà inevitabile, cara Alice nel paese delle
meraviglie, che tu lo voglia o no. Questa destra al potere, dopo averti
sputtanato per anni, ti porterà come un trofeo e tu non potrai farci nulla. Se
i punti che spiegavi sulla “7”, ovvero il sorteggio e quindi la fine delle correnti
sono il motivo della tua scelta, forse non ti sei reso conto che il referendum
è un pacchetto: prendere o lasciare. Se dici che queste parti della legge ti
fanno propendere per il “Sì”, ragioni come coloro che nel tempo hanno detto che
Mussolini, Hitler o Stalin hanno fatto anche cose buone…
Mi rincresce
che tu finisca così.
Ecco la sua
risposta.
Anche a me
rincresce sentirti esprimere nei termini dispregiativi con cui ti sei espresso
senza aver letto il contenuto della riforma. I partiti e le maggioranze passano
ma la Costituzione resta grazie a Dio anche dopo il referendum lì c’è scritto
che la magistratura resta autonoma e indipendente. Ma a te non interessa
ragionare nel merito. A te basta giudicare a prescindere dal merito che è
quello che con IdV abbiamo sempre combattuto. Io però a differenza di te
rispetto il tuo punto di vista e rinnovo la mia stima al Castellarin che ho
conosciuto. Buona fortuna.
Ps. Per
completare l’informazione, il 1° di questo mese ho pubblicato un post sul
referendum che invito, a chi o coloro che non l'avessero letto, di leggerlo.
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