Quando il 9 dicembre di tre anni fa a Bruxelles è scoppiato lo scandalo del c.d. Qatargate, molti giornali lo hanno bollato come un flop. Ovvero non c’è stata nessuna corruzione, nessuna mazzetta. Tra gli indagati ci sono le europarlamentari del Pd, Alessandra Moretti ed Elisabetta Gualmini. Ora il Parlamento europeo deve decidere se togliere o meno l’immunità parlamentare per poi andare a processo. Secondo l’accusa, le due parlamentari avrebbero ricevuto dei soldi dal Qatar e dal Marocco, per influenzare delle scelte dell’europarlamento. Ci furono gli arresti di un ex europarlamentare ed ex vice presidente PD del Parlamento europeo, Pier Antonio Panzeri. Di Eva Kaili e il suo assistente e compagno nella vita, Francesco Giorgi. In casa della Kaili e Giorgi sono stati trovati 150mila euro, più altri 600mila euro sempre in contanti, in una borsa che avevano affidato al padre della Kaili. Secondo il quotidiano francese Le Soir, Giorgi e Kaili pochi giorni fa, hanno pagato un anticipo per una casa con 100mila euro in contanti. A occhio, troppi contanti non vi sembra?
Poi c’è un altro
filone investigativo che riguarda i 6.700 euro di un bonifico che è arrivato
sul conto dell’europarlamentare di FI Fulvio Martuscello. La procura di Bruxelles
indaga su un presunto giro di mazzette organizzato dal colosso cinese Huawei
per far pressioni sul Parlamento europeo affinché l’azienda non fosse esclusa
dai bandi per lo sviluppo della rete 5G. Nell’indagine era stato arrestato una sua
assistente, Luciana Simeone e pure il lobbysta della Huawei, Valerio Ottati, nato
in Belgio, ma di chiare origini italiane. Ora su Martuscello pende la richiesta
di toglierli l’immunità parlamentare.
E arrivo all’ultima
inchiesta cui sono coinvolti degli italiani, quella che coinvolge l’ex ministra
e poi responsabile della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini del PD, l’ambasciatore
Stefano Sannino e Cesare Zegretti, capo della Direzione generale della Commissione europea per il Medio
Oriente e il Nord Africa. Sono accusati di aver truccato dei bandi riguardanti
un’Accademia europea che ha sede a Bruges.
Ovviamente,
come si dice in questi casi, la magistratura farà il suo corso, ma credo
che tutti questi casi in cui sono indagati dei nostri connazionali, non facciano
bene alla nostra immagine in Europa.
Non dimentichiamo: siamo il Paese di Tangentopoli.
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