Ecco un esempio plastico di come funziona la magistratura quando è comandata dalla politica. La vicenda tra Trump e il presidente della Fed Powell è emblematica.
Il boss di
Washington vorrebbe che Powell abbassasse i tassi di interesse. Ha usato parole
forti contro di lui che non lo intende fare. In seguito ha ordinato al ministro
della Giustizia, la sua fedelissima Pam Bondi, di indagare su Powell riguardo
ai costi della ristrutturazione della sede della Banca Centrale americana. Con
la solita eleganza Trump ha detto al riguardo: “ (Powell) è fuori budget di
miliardi di dollari. Quindi o è incompetente o è corrotto”.
E ha
praticamente ordinato alla procuratrice di Washington, Janine Pirro, ex volto
della trumpiana Fox e fan di Trump, di indagare su Powell, perché la
ristrutturazione sta costando più del previsto: 2,5 miliardi di dollari anziché
1,9.
Comunque
quello che ci deve far riflettere da questa vicenda è che il presidente Usa
nomina i procuratori. Cioè, al suo nominato può chiedere di indagare chiunque.
Per gli italiani perbene questo è da brividi.
Il
comportamento di Trump ha provocato le proteste di tre predecessori di Powell e
dei governatori di undici banche centrali tra le quali anche la Bce.
Pensiamoci
quando andremo a votare per il referendum sulla giustizia. Se votiamo “Sì” ci
avviciniamo al sistema americano, se invece votiamo “No”, la magistratura, come
recita la Costituzione, rimane un potere autonomo anche dalla Casta politica.
Chi ha
voluto questa legge costituzionale, vorrebbe che i politici non possano essere
giudicati. La Casta deve essere al di sopra della legge, che i comuni mortali, ovviamente, devono rispettare.
L’ha detto e
scritto nel suo libro il ministro Nordio, l’estensore di questa legge.
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