martedì 6 gennaio 2026

Trump, Meloni e l'Ue

La cameriera di Trump, Giorgia Meloni, dopo il blitz degli Usa che ha portato il presidente del Venezuela Maduro e sua moglie davanti ad un giudice americano, ha dichiarato che il raid militare che ha procurato anche decine di morti venezuelani, "è legittimo e difensivo". Per cui non ha lasciato il suo lavoro a servizio di Trump neanche dopo un fatto così grave e imperdonabile. Ma ormai Trump è l’imperatore che non si può discutere. E ora, visto che il bandito americano sembra usare un vecchio adagio: l’appetito vien mangiando, vuole pure impadronirsi della Groenlandia. E qui la nostra capa di un governo satellite americano, dovrà uscire dall’ambiguità e prendere una chiara posizione nel caso il suo gangster americano decidesse di invadere questo Stato che fa parte della Danimarca e quindi dell'Ue.

Cosa farà allora la Meloni? Continuerà a baciare la pantofola al satrapo americano?

Perché nel “Trattato sull’Unione Europea” firmato a Lisbona, all’Articolo 42 paragrafo 7 contiene la “clausola di mutua assistenza e difesa collettiva” obbligando gli Stati membri (dell’Ue) ad  assistere un Paese aggredito militarmente con tutti i mezzi disponibili, in linea con l’art. 51 della Carta dell’Onu, senza pregiudicare la Nato e permettendo a Stati neutrali di partecipare”. Questo articolo è la base per la solidarietà europea in caso di aggressione, come attivato dalla Francia nel 2015.

Per cui se Trump dovesse passare dalle minacce ai fatti, cosa potrebbe accadere? La Danimarca è un Paese dell’Ue e contemporaneamente aderisce alla Nato. E quindi ci troveremmo davanti ad un paradosso in cui due Paesi Nato si confronterebbero militarmente e l’Ue dovrebbe venire in soccorso del Paese europeo. Una situazione estremamente paradossale e pericolosa per cui anche la Meloni dovrà prendere una posizione decisa da quale parte stare. Il tempo delle ammuine sarebbe finito. Non si può dire come in quella barzelletta in cui una ragazza rimane in cinta e quando assieme alla mamma vanno dal ginecologo e questi deve comunicare la notizia anche alla madre contraria a questa gravidanza, per indorarle la pillola le dice: sua figlia è in cinta, ma poco, poco.

Ecco Meloni non potrà dire: sto con Trump, ma poco, poco. Ma dovrà scegliere nettamente: o contro o a favore delle scelte del mattoide di Washington.

Tertium non datur.

 

 

 

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