Oramai siamo all’impazzimento completo. Nei vari talk show dei giornalisti invitano la banda Trump ad intervenire in Iran per far terminare il massacro dei manifestanti che da giorni in milioni scendono nelle strade di molte città iraniane.
Ora che il
lecchinaggio sia una componente importante nel lavoro di molti giornalisti è un
dato di fatto. Infatti molti vengono chiamati “pennivendoli”. Per sincerarsi
basta sentire alcune domande che alcuni hanno fatto alla Meloni nella recente
conferenza stampa. Ma augurarsi che il gangster di Washington intervenga in
Iran con il metodo usato in Venezuela, vuol dire che siamo arrivati ad un mondo
all’incontrario.
Chi è Trump?
E’ il padrone del mondo? E’ lui che decide se un governo è democratico oppure è
un regime sanguinario? E’ sempre lui che detta la linea ai governi del c.d.
Occidente, specialmente a quelli europei? Ha bombardato la Nigeria dicendo che
lo faceva per salvare i cristiani. Ora in Iran dirà che lo farà per far
ritornare la democrazia, magari quella del vecchio Scià Reza Pahlavi? E poi a
Cuba giustificherà l’invasione perché vuole che Cuba ritorni il bordello degli
americani come ai bei tempi di Batista? Ormai quello che dice e quello che fa il
satrapo americano, che sia giusto o sbagliato è accettato come un fatto inevitabile.
Per cui nell’Occidente
è ormai dato per scontato che il boss americano è diventato lo sceriffo che
risolve i problemi del mondo. Ma chi lo ha investito di questo ruolo? Un tempo
c’era l’Onu che in qualche modo aveva un ruolo nelle situazioni critiche che si
creavano nei vari Stati. Oggi è stata distrutta grazie agli ultimi colpi
mortali di Trump, e l’Occidente illuminato di un tempo ha fatto una regressione
di un paio di secoli ritornando alla legge del più forte. Ad un mondo dove il
ricco, il potente può tutto e il povero non deve azzardarsi ad alzare la testa
per protestare per riavere quelli che fino a poco tempo fa erano suoi diritti.
Svegliamoci
prima che sia troppo tardi.
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