Il criminale ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, aveva escogitato un’idea degna dei peggiori uomini di potere della storia. Voleva creare un fossato attorno al carcere di massima sicurezza di Ketziot, nel deserto del Negev. L’idea era di portare poi dei coccodrilli del Nilo per impedire delle eventuali evasioni. Gli ospiti di questo carcere sono in larga parte dei palestinesi catturati dopo il massacro del 7 ottobre.
Un’associazione
animalista ha fatto ricorso. Ma non per tutelare i diritti umani dei carcerati,
ma per la difesa del benessere dei coccodrilli! Il tribunale ha dato ragione
agli animalisti, ma non ha stigmatizzato la mancanza totale della dignità umana
di questo progetto.
Immaginate se
lo stesso fatto fosse accaduto a Mosca, oppure a Teheran. Sarebbe scattata una
canea e immediatamente qualcuno avrebbe chiesto a gran voce nuove sanzioni. Ma
questa indegna proposta viene da Israele, quella che chiamiamo senza arrossire:
l’unica democrazia mediorientale. Per cui le reazioni sono state minime e tutto
è passato sotto silenzio nel mondo.
E’ questa la
geopolitica?
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