venerdì 28 agosto 2026

Nuovo indulto

Quando il campo c.d. progressista chiede conto a Meloni & C. sulla mancanza di sicurezza nel Paese, questi scattano come una molla: noi siamo per la sicurezza dei cittadini e la stiamo combattendo tutti i giorni! Abbiamo fatto diversi decreti sulla sicurezza, come contro i Rave, Cutro, Caivano e altri ancora.

E ci hanno messo anche norme illiberali e repressive, creando ad esempio, grandi difficoltà alle manifestazioni popolari e abbassando l’età per essere incriminato.

Per quanto concerne l’immigrazione illegale usano il solito, logoro slogan: siete voi della sinistra che volete le porte aperte a tutti, mentre noi non li vogliamo e li combattiamo.

Sempre la Meloni &C. ci dicono, che loro sono feroce contro gli stupratori, rapinatori, estorsori, borseggiatori, ladri, spacciatori e  mafiosi. Ma è proprio così?

Il ministro della Giustizia Nordio, per decongestionare le prigioni ha deciso uno “svuota carceri”. Un indulto mascherato, come dicono magistrati come Gratteri e Di Matteo. Nella norma è previsto il c.d. “patteggiamento speciale”. Se durante il processo il tossicodipendente o l’alcolista chiede di accedere al percorso terapeutico, evita il carcere se “la pena detentiva non supera gli 8 (otto!) anni” e se il suo reato è correlato alla sua dipendenza. Per cui se il giudice ritiene gli accusati di stalking, di maltrattamenti in famiglia e altri reati sopra descritti e non ci sono aggravanti, questi soggetti non entrano in carcere. Magari vengono condannati a otto anni di carcere, ma non fanno neanche un giorno di prigione.  A proposito dell’”indulto” per i mafiosi, Di Matteo ci dice che: “la norma prevede soltanto una distinzione relativa alla pena da scontare, che può essere solo residuale: quattro anni per i reati più gravi, compresi quelli di mafia, otto per gli altri”: Sempre Di Matteo, riguardo ai tossicodipendenti, dice: “… non si parla del tossicodipendente autore di un furto per procurarsi una dose, ma di criminali che fanno parte di organizzazioni pericolose e strutturate. Non aver fatto alcuna distinzione, è un atto significativo anche a livello simbolico: il legislatore non vuole distinguere tra i reati di tipo mafioso e gli altri”. Poi alla domanda del giornalista: Ma un tempo i mafiosi non toccavano la droga che spacciavano, Di Matteo risponde:“… La situazione è cambiata: per gestire le piazze di spaccio le mafie assoldano sempre più soggetti con quel tipo di problemi. Lo stesso avviene per i killer: in certi casi le mafie usano tossicodipendenti per compiere reati di sangue. Adesso potranno scontare la pena in strutture di riabilitazione, dove il controllo dello Stato sarà inevitabilmente tenue e affievolito. O persino inesistente”. E gli effetti della nuova legge sugli uffici giudiziari? Di Matteo: “C’erano già migliaia di istanze di scarcerazione, visto che il testo unico sugli stupefacenti prevedeva comunque i domiciliari in alcuni casi. …. Ora arriverà una valanga di richieste difficilmente gestibili dagli uffici e dalle procure”. Come al solito questo governo fa delle leggi che poi sono impossibili da mettere a terra.

La “svuota carceri” è entrata in vigore, ma ci vorranno delle settimane perché diventi operativa. E’ stata approvata dalla Camera il 29 luglio scorso con i voti della maggioranza e l’astensione di Pd e Avs. Ha votato contro il M5Stelle che ha giustificato questo voto, che la 5 Stelle Valentina D’Orso sintetizza così: “Questo provvedimento consentirà a soggetti che si macchiano di reati gravi di non entrare neanche un giorno in carcere. Per cui un tossicodipendente potrà pensare di avere una licenza a delinquere. Potrebbero diventare manovalanza sfruttata dalle organizzazioni criminali, grazie al trattamento privilegiato a loro riservato”. Di questo provvedimento potranno beneficiarne 10.811 tossici e 3.772 alcolisti. Ma il prossimo anno ne potranno usufruire solo 500 perché, lo dice Nordio, sono stati stanziati solo 20 milioni di euro.

Come si può chiamare questo modo di procedere?

Chiacchiere e distintivo.

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