Quando il campo c.d. progressista chiede conto a Meloni & C. sulla mancanza di sicurezza nel Paese, questi scattano come una molla: noi siamo per la sicurezza dei cittadini e la stiamo combattendo tutti i giorni! Abbiamo fatto diversi decreti sulla sicurezza, come contro i Rave, Cutro, Caivano e altri ancora.
E ci hanno
messo anche norme illiberali e repressive, creando ad esempio, grandi
difficoltà alle manifestazioni popolari e abbassando l’età per essere
incriminato.
Per quanto
concerne l’immigrazione illegale usano il solito, logoro slogan: siete voi
della sinistra che volete le porte aperte a tutti, mentre noi non li vogliamo e
li combattiamo.
Sempre la
Meloni &C. ci dicono, che loro sono feroce contro gli stupratori, rapinatori,
estorsori, borseggiatori, ladri, spacciatori e
mafiosi. Ma è proprio così?
Il ministro
della Giustizia Nordio, per decongestionare le prigioni ha deciso uno “svuota carceri”. Un indulto mascherato,
come dicono magistrati come Gratteri e Di Matteo. Nella norma è previsto il
c.d. “patteggiamento speciale”. Se
durante il processo il tossicodipendente o l’alcolista chiede di accedere al
percorso terapeutico, evita il carcere se “la
pena detentiva non supera gli 8 (otto!) anni” e se il suo reato è correlato
alla sua dipendenza. Per cui se il giudice ritiene gli accusati di stalking, di maltrattamenti in famiglia
e altri reati sopra descritti e non ci sono aggravanti, questi soggetti non
entrano in carcere. Magari vengono condannati a otto anni di carcere, ma non
fanno neanche un giorno di prigione. A
proposito dell’”indulto” per i
mafiosi, Di Matteo ci dice che: “la norma
prevede soltanto una distinzione relativa alla pena da scontare, che può essere
solo residuale: quattro anni per i reati più gravi, compresi quelli di mafia,
otto per gli altri”: Sempre Di Matteo, riguardo ai tossicodipendenti, dice: “… non si parla del tossicodipendente
autore di un furto per procurarsi una dose, ma di criminali che fanno parte di
organizzazioni pericolose e strutturate. Non aver fatto alcuna distinzione, è
un atto significativo anche a livello simbolico: il legislatore non vuole
distinguere tra i reati di tipo mafioso e gli altri”. Poi alla domanda del
giornalista: Ma un tempo i mafiosi non toccavano la droga che spacciavano, Di
Matteo risponde:“… La situazione è
cambiata: per gestire le piazze di spaccio le mafie assoldano sempre più
soggetti con quel tipo di problemi. Lo stesso avviene per i killer: in certi
casi le mafie usano tossicodipendenti per compiere reati di sangue. Adesso
potranno scontare la pena in strutture di riabilitazione, dove il controllo
dello Stato sarà inevitabilmente tenue e affievolito. O persino inesistente”.
E gli effetti della nuova legge sugli uffici giudiziari? Di Matteo: “C’erano già migliaia di istanze di
scarcerazione, visto che il testo unico sugli stupefacenti prevedeva comunque i
domiciliari in alcuni casi. …. Ora arriverà una valanga di richieste
difficilmente gestibili dagli uffici e dalle procure”. Come al solito
questo governo fa delle leggi che poi sono impossibili da mettere a terra.
La “svuota carceri” è entrata in vigore, ma
ci vorranno delle settimane perché diventi operativa. E’ stata approvata dalla
Camera il 29 luglio scorso con i voti della maggioranza e l’astensione di Pd e
Avs. Ha votato contro il M5Stelle che ha giustificato questo voto, che la 5
Stelle Valentina D’Orso sintetizza così: “Questo
provvedimento consentirà a soggetti che si macchiano di reati gravi di non
entrare neanche un giorno in carcere. Per cui un tossicodipendente potrà
pensare di avere una licenza a delinquere. Potrebbero diventare manovalanza
sfruttata dalle organizzazioni criminali, grazie al trattamento privilegiato a
loro riservato”. Di questo provvedimento potranno beneficiarne 10.811
tossici e 3.772 alcolisti. Ma il prossimo anno ne potranno usufruire solo 500
perché, lo dice Nordio, sono stati stanziati solo 20 milioni di euro.
Come si può
chiamare questo modo di procedere?
Chiacchiere
e distintivo.
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